RADICALSOCIALISMO

tenentecolombo
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view post Posted on 14/12/2009, 19:25 by: tenentecolomboQuote
IL" KAMIKAZE" DE NOANTRI
Edoardo Buso

Si chiama Massimo Tartaglia un nome che passerà alla storia di Italia tristemente soprattutto per lui stesso.Un tempo c’erano gli anarco -individualisti che si suicidavano come gesto di protesta, perché non si sottomettevano a nessuna autorità e non vivevano e morivano per nessun ideale non lottando per nessuna bandiera; ne parla Victor Serge un rivoluzionario menscevico nel suo famoso libro Memorie di un rivoluzionario.
Ma l’attentato anche se questo termine è un po’ estremistico,oramai sembra lo si utilizzi per tutto;a Berlusconi è cosa diversa da una protesta contro tutte le regole e il potere.
Quello che è successo a Berlusconi è stato premeditato molte ore prima,è stato frutto di mesi e mesi anni di odio contro la sua persona(lo dice uno che spesso non crede a teorie complottiste contro Berlusconi). Odio mediatico, lo stesso odio mediatico che vedemmo con Craxi all’uscita dell’Hotel Rapphael quando una folla inferocita lanciò delle monetine davanti ad un leader che ormai si avviava al suo crepuscolo.
Certo che è un’operazione psicologica e sociologica capire come si può non vedere più una persona dietro un ruolo istituzionale tale da odiarla a tal punto quasi intimamente,magari senza averla conosciuta intimamente.
Tutto poteva finire peggio,l’oggetto contundente lanciato a Berlusconi poteva colpirlo alla fronte e causarne un trauma irreversibile,(anche qui lo dice un antiberlusconiano che non sta montando la notizia).Purtroppo questo fatto ricorda i kamikaze islamici,come al comando di multimiliardari e magnati si fanno esplodere contro altri magnati imperialisti o la popolazione inerte.Non voglio togliere che i kamikaze abbiano le loro ragioni politiche,d’altronde l’odio chiama odio ed è soprattutto la freddezza della borghesia di fronte a problematiche sociali che innesca le rivoluzioni cosi come il disprezzo culturale degli stati avanzati verso gli stati meno avanzati provoca il terrorismo.Quello che vediamo con Berlusconi è una storia di odi e rancori che però non trovano una loro ragione logica e ideologica(a meno che non pensiamo ci sia ancora qualche sostenitore dello stalinismo che vede in Berlusconi il nemico della sua causa);ma una lotta tra potentati mass mediatici ed economici nei confronti dei quali il poveraccio che tira un sasso contro uno di questi potenti è solo la pedina di una scacchiera.Tutto parte da battaglie intestine tra grandi industriali che per i loro interessi sarebbero disposti a metterci di mezzo il popolo e il suo sangue.
Sono gli stessi che poco dopo condannano il gesto.Ma quello che è certo è che qui non si tratta più della battaglia tra guelfi e ghibellini ma di battaglie tra miliardari mascalzoni e altri miliardari mascalzoni,di fronte a queste due alternativa provò pietà per Tartaglia non sa neanche lui che si è rovinato la vita per persone che gli fregano il pane a tavola:,e tra le due alternative io non mi immolo per nessuno scelgo ...

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Last Post by: tenentecolombo (14/12/2009, 19:25)
 

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view post Posted on 21/11/2009, 13:11 by: tenentecolomboQuote
PRIVACY,DIRITTI D'AUTORE E MANIE DA IPERCONTROLLO DA PARTE DEL POTERE
Edoardo Buso
La mania da ipercontrollo è qualcosa di patologico nell'individuo come nella società.Ieri ho notato l'intervento al Tg 5 del garante della privacy il quale ha giustamente avvertito che facebook potrebbe diventare un'arma a doppio taglio..Da un lato una piattaforma sociale dall'altro fonte di discriminazione sociale per chi ha inserito nel suo spazio,visibile al mondo intero, alcuni commenti particolari,o molto scherzosi o politicizzati ecc.
Insomma, fa notare il garante,un datore di lavoro potrebbe scegliere se darti il posto o no,in base a quello che scrivi su facebook.Diventa quasi come un precedente penale anche se di penale non c'è niente.
Cosi l'invenzione (tipicamente americanista) di un manualetto informativo per prevenire i mali della libera circolazione di pensieri e parole.Ma non erano i liberisti (vedi il programma del partito del nostro "santo patrono" :Forza Italia)che proponevano la libera circolazione di pensieri produzioni artistico-culturali ecc?Sono gli stessi che vogliono porre limite in ossequio alla ragione di mercato a questa libera circolazione.Si diceva ai tempi della guerra del vietnam,quando il pavimento è sporco invece di spazzare via lo sporco si copre tutto con un tappeto e poi con un tappeto più grande ancora.
Ma queste limitazioni non sono lontane da quello che è il principio democratico di non discriminazione del pensiero altrui?.
Un'uomo magari filoislamico che appoggia la resistenza afghana potrebbe essere scambiato per un terrorista,se su facebook ha espresso la sua idea di liberazione sociale e antiimperialista.Siamo nel paradosso del pensiero puro che si tramuta in azione per la società della comunicazione globale.
Cioè questa società non riesce a distinguere tra pensiero e azione.
E cosi per mascherare e nascondere un principio fondamentale che è quello di non discriminazione,si inventa una legge cioè quella per la privacy il cui monito è:non esprimere liberamente la tua opinione in certi casi,perchè dalla società(capitalista)potresti essere targato a vita,magari come un reazionario anticonsumista,magari perchè sei obeso,o prendi psicofarmaci,o perchè sei un marxista ortodosso credente nella società senza classi,un mussulmano,un romeno, un gay o un misogino perlopiù anche no global.
Allora l'imprenditore potrebbe negarti il posto di lavoro,perchè sei un fanullone rivoltoso o ribelle alla società dell'ipercontrollo globale.
Anche i misogini o chi pratica, invece del sesso di coppia, la masturbazione è preso di mira,al pari dell'obeso,( vista la <<panzetta>>come disturbo affettivo )da compagnie assicurative in Svezia e Regno Unito che su questi presupposti fisico -afettivi scelgono se assicurare una persona oppure no.
L'ugualitarismo globale si basa sul volere attribuire scientificità a scienze che non sono per niente scientifiche.Rubbia premio nobel della fisica ammise che anche la stessa fisica non è una scienza statica ed esatta in certi suoi aspetti,mentre ci vogliono fare passare la criminologia,la psicologia la psichiatria o le scienze sociali come scienze esatte ,quando queste si dimostrano fallimentari(vedi il caso Franzoni), pregiudiziali e stereotipate quanto i pregiudizi e gli stereotipi popolari.
Mentre c'è una legge che non permette di riavvicinarsi ad una ragazza amata dopo essersi lasciati,(se no è stolking),non c'è nessuna legge che proibisca l'assillare i cittadini con pubblicità via mail,magari con pseudo truffe.
Cosi è negativo e immorale tutto ciò che parte dall'istinto, dal sentimento e non è regolato sui piani del mercato e dell'economia finanziaria e pubblicitaria,lo si vede nei processi di divorzio,o anche nei processi penali che si trasformano sempre più come ricorda De Benoist in "processi vendetta".
Ieri ,Fedele Confalonieri si è espresso per il controllo sempre più coercitivo dell'opera intelettuale attraverso leggi che la tutelino attraverso il copyright;(chissà se Platone Aristotele o Pier Paolo Pasolini fossero stati d'accordo a scrivere o girare film solo con l'intento di introdurre le loro opere nel fluido ed incontrastato mercato),in questo modo Confalonieri vuole limitare l'espressione popolare attraverso l'opera intellettuale cioè il cinema e il teatro i dischi e i libri per conformare tutto "all'indistinto ed uguale fluido e incontrastato mercato".
D'altronde la cultura popolare e il cinema popolare non furono solo un'avanguardia legata al socialismo ma anche del fascismo con le sue produzioni nazionalpopolari.
Anche in questo campo l'eterna contraddizione che contradistingue il pensiero liberista al potere,cioè la filosofia di vita di chi non crede in niente e non ha nessuna coerenza ideale esce allo scoperto.Da un lato si predica l'uguaglianza dall'altro si impongono limiti alla fruizione di certi prodotti destinati solo a pochi eletti.
La mania da ipercontrollo da parte del potere ci schiaccia tutti.

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Last Post by: tenentecolombo (21/11/2009, 13:11)
 

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view post Posted on 18/11/2009, 13:20 by: tenentecolomboQuote
Messa in dialetto :una proposta ( finalmente positiva) che arriva dalla Lega Nord
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La lega nord propone la messa in dialetto.
Perchè no mi sono detto.D'altra parte per uno che come me è per il micro e il macro regionalismo cioè per le diverse identità culturali all'interno dello stato nazione, questa è una proposta condivisibile ed attuabile,presto spiegherò perchè.
Quello che mi và storto, lo sottolineo ancora una volta,sono le battaglie anticostituzionali della Lega.Non che tutte le battaglie anticostituzionali siano negative,e non che tutte le battaglie della lega siano negative,per esempio sono d'accordo con Bossi sull'abolizione del valore legale del titolo di studio, punto che è stato inserito proprio dai leghisti all'interno del programma del pdl.
Ma almeno sui principi universali fondanti, la Costituzione non và cambiata,penso soprattutto a quando certe forze politiche vogliono impedire la libertà di culto(principio costituzionale), di altre etnie presenti sul territorio italiano come gli islamici,impedendo la costruzione di moschee.
Una battaglia che potrei accettare e che porta avanti la Lega,è quella contro le migrazioni di massa ,cioè contro l'appiattimento culturale che deriva dalle migrazioni.
Parlo di migrazioni perchè non si tratta più di immigrazione, ma di spostamenti di intere regioni del pianeta nei paesi cosidetti occidentali.Queste migrazioni inutile dirlo sono fagocitate dalla globalizzazione,nel senso che questo processo(per nulla naturale o spontaneo),distrugge le economie di sussistenza dei Paesi del terzo mondo,convincendoli con la Dottrina del mercato ad aprirsi al capitalismo,anche se poi con i propri prodotti queste nazioni, per esempio quelle africane ,non riescono a star dietro ai ritmi produttivi imposti dal mercato mondiale,facendo si che i piccoli artigiani e contadini vengano assorbiti sempre più dalle multinazionali in combutta spesso queste ultime con mafie ed ecomafie,le stesse mafie che organizzano i viaggi dello schiavismo del mare,dove perdono la vita per le condizioni sotto il limite dell'indigenza ,la metà dei migranti.
Tornando alla messa in dialetto,la ritengo una proposta migliore della tanta decantata e mai attuata messa in latino,potrebbe essere un modo per ricreare un senso comunitario,(salvo che non si tramuti in farsa sherzosa,)nella nostra regione.La messa però dovrebbe conservare la sua integrità e serietà,non deve diventare un "salto" in osteria.
Ma spieghiamo sociologicamente perchè non vedo male la proposta di Matteo Salvini deputato leghista,o meglio la vedo bene ma con qualche riserva.
Inanzittutto dalle previsioni degli studi sociologici,la globalizzazione disintegrerà sempre più,pezzetto per pezzetto, lo stato nazione e ciò che ne consegue, anche a livello politico,quindi questo è anche un fenomeno che diventerà sociale in un certo senso,si ritornerà alle piccole patrie(questo a globalizzazione compiuta).Spiego meglio:la globalizzazione è un fenomeno sommamente contradittorio nel senso che dal punto di vista utopistico massonico o<< socialista>>si identifica con il sistema politico migliore in assoluto,cioè la fine della storia,nel senso sociologico si identifica con processi economici creati dal capitalismo globale che hanno un inizio e un termine,quindi dal punto di vista sociologico si parla di globalizzazioni e conseguenti sglobalizzazioni storiche,perchè queste globalizzazioni e sglobalizzazioni avvengano devono passare lunghi periodi di tempo. Anche il comunismo di per sè aveva mire globalizzatrici,(anche se è fallito per tempo).
Cosi se la globalizzazione (quella che stiamo vivendo attualmente), avra una fine temporanea,( prima che riprenda un'altra globalizzazione),lo avrà quando gli stati nazionali sfaldandosi daranno vita alla creazione di piccoli stati microregionali e macroregionali autonomi.Questo è d'altronde il programma della Lega.Tutto sommato devo dire che non nutro una gran simpatia per questa linea di pensiero in quanto non cozza per niente contro gli interessi dei potenti ,infatti il motto degli illuminati è"dividi et impera".D'altra parte anche i grandi partiti liberisti e radicali, cioè capitalisti, avevano previsto questo e sono stati i primi ad essere federalisti nella storia.
Ma se questo è il destino che ci spetta,può darsi che sia un bene.D'altra parte lo stato nazione ci ha procurato due guerre mondiali ,e forse è un bene che scompaia.
L'unica resistenza al microregionalismo è l'Unione Europea con il suo progetto burocratico capitalcomunista di livellamento degli stati nazioni(tutte le culture sono uguali)e poi anche la scomparsa del regionalismo all'interno di essi.
Allora forse il futuro dell'Unione sarà quello di uno sfaldamento degli stati nazione e di nuove unità regionali e federate tra gli ex stati nazionali e le ex regioni di uno stato nazionale,(per esempio l'Italia)che si allargheranno a comprendere altre regioni della stessa ex nazione o di altre ex nazioni.E forse provo a fare una previsione,i costumi e le identità dei diversi localismi si fonderanno e daranno vita a nuove miscelanze etniche.Tutto sommato,a parte le mie prese di posizione,ciò che conta sono anche le prese di posizione del Vaticano ,che per sua natura mondialista ha subito bocciato la proposta di Salvini,chissà però che qualche prete ribelle non celebri la messa in dialetto lo stesso.

Edoardo Buso

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Last Post by: tenentecolombo (18/11/2009, 13:20)
 

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view post Posted on 13/11/2009, 14:36 by: tenentecolomboQuote
Marxismo ortodosso e deindividualizzazione
Edoardo Buso
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Un'alternativa al liberalismo è il comunitarismo.Per comunitarismo intendo realtà e prassi dell'agire sociale in senso ugualitarista e antiindividualista,applicando il marxismo in senso ortodosso come è successo nella Kampuchea democratica,o nella Cina maoista,insomma invece del liberalismo e dell'individualismo egoista e nomade tipico della borghesia liberal liberista noi proponiamo un modello di deindividualizzazione totale,arrivando a eliminare anche l'usanza della prima persona singolare.
Vogliamo insomma unire comunità e indipendenza nazionale sul modello dei paesi arabi e del sud est asiatico.
L'uomo non dovrà più pensare al suo io,alla sua individualità ma al NOI sociale.
L'uomo cosi diventa unico nella sua nazione è identità e comunità.E un modello unico in cui le istituzioni e gli uomini diventati uomini nuovi si identificano con l'ethos tradizionale del proprio popolo,l'ethos storico e geografico.
Questo vuol dire rottamare completamente il modello occidentale greco ebraico cristiano fondato sull'io scavalcare tutte le sovrastrutture socio culturali come la famiglia monogamica per fondare una più ampia famiglia sociale,dando vita alla socializzazione integrale cioè abolendo del tutto il diritto alla proprietà anche personale e redistribuire i beni materiali equamente. Rifondare l'azione politica in senso antioccidentale.Questo non vuol dire però che venga meno lo stato laico e ci si debba sottomettere ad un'ordine religioso come gli islamici,anzi l'ethos la moralità dovrebbe essere solo laica e ogni religione dovrebbe essere abolita.Abolita la religione ma non la tradizione il costume e il solidarismo meccanico di un popolo.

Edited by tenentecolombo - 14/11/2009, 15:16
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Last Post by: tenentecolombo (13/11/2009, 14:36)
 

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view post Posted on 10/11/2009, 18:13 by: tenentecolomboQuote
Sul crocifisso

Mi è pervenuta la notizia recentemente della scelta dell'unione europea di far togliere i crocifissi dalle scuole pubbliche,e mi chiedo c'era veramente bisogno di una scelta del genere,una scelta cosi impopolare visto che siamo uno dei paesi in cui il cattolicesimo ha la sua forte rilevanza?
Alla decisione europea infatti ci sono state reazioni decise dalle maggiori forze politiche che hanno contestato questa scelta mentre una ristretta minoranza comunisti radicali e socialisti democratici di sinistra hanno applaudito alla scelta europea.
Penso che dietro la scelta europea si celi un progetto di una minoranza neanche tanto illuminata o illuminista di vietare ogni simbolo religioso individuale o sociale,cioè un'appiattimento egualitarista stile neostalinista,per questo il caldo plauso degli ex comunisti italiani.
Mentre ritengo che in uno stato veramente laico e avanzato i simboli religiosi di tutte le confessioni dovrebbero essere presenti nei luoghi di insegnamento,senza nessuna discriminazione(semmai si potrebbe trovare un simbolo per esprimere l'ateismo o l'indifferenza religiosa).Per questo critico anche la scelta della conferenza episcopale italiana di bocciare l'insegnamento del Corano nelle scuole,e tenere solo quello della religione cattolica,scelta in contrasto con il pensiero cosmopolita e aperto della Chiesa.
Quello che risalta invece è che questa non è l'europa delle nazioni , dei popoli e degli individui,ma l'Unione Europea della deindividualizzazione marxista dirigista burocratica oligarchica,progetto che un tempo la Dc di sinistra e i comunisti italiani guardavano come alla creazione di una nuova terra promessa,con la delusione ormai dei democristiani di sinistra che da questa Unione Europea sono stati traditi (preti cattocomunisti compresi,)e il contento dei marxisti laicisti.
Quello che si chiede il popolo italiano è fino a quando una oligarchia burocratica potrà ancora interferire con le scelte di governi votati dal popolo di una nazione?
E poi a ben guardare il simbolo del crocifisso è simbolo anche dell'umanesimo laico,l'Unione Europea vuole essere anche campione di <<disumanità>> come la Russia sovietica?Ma non abbiamo appena festeggiato l'anniversario della caduta del Muro di Berlino?
Edoardo Buso

Edited by tenentecolombo - 10/11/2009, 19:26
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Last Post by: tenentecolombo (10/11/2009, 18:13)
 

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view post Posted on 2/11/2009, 17:41 by: tenentecolomboQuote
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Per era gialla intendiamo l'era del mercato,in quest'era che è durata fino alla caduta dell'impero del mercato cioè all'11 settembre 2001,abbiamo avuto per dieci anni il trionfo del relativismo più estremo.
L'era gialla è connotata come era positiva,anche se viene distrutta dal consumismo.Il consumismo crea la sua implosione che si determina dopo la rabbia sociale degli esclusi da questo circuito.
Tutto sommato non siamo alle controrivoluzioni che avvengono nell'era della pseudo-scienza,una sottoera di quella della scienza.
L'era della pseudo scienza è dominata dall'immoralità,dal potere,dalla falsità,dalla religione gnostico massonica che poi ritroviamo in modo più moderato nell'era gialla.
L'era della pseudoscienza è dominata dalla consapevolezza di agire per procurare il male del proprio prossimo,quest'era è stata quella del marxismo e quella del capitalcomunismo statalista europeo;per superare quest'era il movimento radicalsocialista ha proposto una rivoluzione degli eletti sul modello di Cromwell.
L'era della pseudoscienza è dominata dalla disinformazione dalla falsità dal parassitismo;in quest'era tornano a noi miticamente personaggi come Pol Pot.
L'era delle pseudoscienza si sta contrapponendo escatologicamente all'era dell'etica che è l'era definitiva.
L'era del mercato ha indotto molti ad allontanarsi dalla metapolitica e a pensare che le religioni sono le responsabili di tutti i danni sociali.
L'era della pseudo scienza invece ha creato conflitti tra uomini perchè si riteneva che l'ignoranza e la mancanza di cultura fosse colpa dei disastri dell'umanità.
Queste due ere si sono fuse insieme,la scienza applicata al mercato ha creato più ignoranza e danni dell'ignoranza e della religione,cosi è diventata pseudoscienza.
Ora dell'11 settembre è stata accusato il fondamentalismo religioso,mentre si è verificata l'implosione del sistema della pseudoscienza la fine dell'era gialla.
E il ritorno alla scienza etica,all'era blu.
L'era blu è l'ultima era.
Mentre l'era gialla era stata studiata per far trionfare il relativismo e il consumismo,nelle oscure stanze dei templi massonici.
Un'era quella gialla è destinata a finire,anche se l'era blu ci metterà molto tempo a compiersi definitivamente.
Edoardo Buso
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Last Post by: tenentecolombo (2/11/2009, 17:41)
 

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view post Posted on 2/11/2009, 13:35 by: tenentecolomboQuote
Interrelazioni nella psicopolitica

Edoardo Buso
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La psicopolitica come abbiamo già visto non propone la formulazione di una politica psicologica,ma una psicosocietà.
Ora noi partiamo da Marx e dalla relazione tra soggetto e oggetto,la relazione percettiva,non rifiutando comunque la metafisica.
Marx è stato il primo tra i materialisti a formulare una teoria materialista percettiva,a lui và riconosciuto questo grande merito,tutto sommato pur partendo dall’analisi marxiana accettando cioè la tesi secondo la quale esista l’alienazione alla base della società capitalistica non non vogliamo applicare le tesi marxiste per cambiare la società capitaliste,ci limitiamo solo ad un marxismo percettivo :psicologico.
Cosi, possiamo prendere elementi marxisti anche dal tribalismo africano degli Hutu e Tutsi,dall’anno zero di Kampuchea, ,dai vari socialismi agrari operai o nazionali,che mettevano al primo posto il concetto di attaccamento alla terra tipico del superuomo Nietzchiano spirituale.
Cioè vogliamo riprendere a livello psicologico la lotta di classe che dal punto di vista terapeutico fornisce un valido rimedio all’alienazione e al disagio,o il superomismo ultranazionalista anch’esso fornisce un valido rimedio a disagi psicologici o identitari,o per esempio il cattofondamentalismo che fornisce rimedi a disagi spirituali o stregoneria sciamanesimo religioni orientali ebraismo,anarco capitalismo,senza tuttavia voler applicare queste ideologie concretamente,ma usandole solo come contenuto spirituale, esoterico.
Cosi riprendiamo il concetto esoterico del giudaico comunismo millenarista,e lo accoppiamo con lo stile di vita nomade dei popoli mongoli per esempio,ognuno può accoppiare quante ideologie gli sono necessarie per costruirsi un’identità psicopolitica anzi ne può creare di nuove.
Tratto distinitivo della psicopolitica rispetto alla politica è proprio l’individualismo che deriva dal disinteressamento dal fattore materiale,l’unico precetto della psicopolitica è consuma di meno,sii più solidale verso il prossimo,la restante tavola dei valori viene costruita singolarmente da individuo a individuo,cosi se un’uomo desidererebbe vivere in uguaglianza e pace ma isolato come in una yurta mongola può identificarsi nel giudaico comunismo sapendo che molti ebrei vivono in Mongolia e quindi anche nell’isolamento tipico dei mongoli,se un altro uomo vorrebbe sentirsi un superuomo e aspira al dominio può mischiare il suo superomismo all’ultranazionalismo,tuttavia conservando nella sua coscienza la consapevolezza che questo è solo un percorso psicopolitico,quindi ne deriva un altro precetto cioè che un’uomo applica l’ideologia a se stesso e non al tessuto sociale concreto.

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Last Post by: tenentecolombo (2/11/2009, 13:35)
 

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view post Posted on 2/11/2009, 13:32 by: tenentecolomboQuote
INTRODUZIONE ALLA PSICOPOLITICA
Edoardo Buso
La politica ha un retroterra psicologico.Da questa legge parte la dissertazione psicologica della psicopolitica.
La psicopolitica tende al meglio relativamente all’uomo che ci troviamo davanti,il migliore sistema politico in cui un’uomo si identifica.
La psicopolitica classifica le ideologie in relative ere:
era nera:o era della tecnica
era verde:era della scienza
era gialla:era del mercato
era blu:era etica
Adesso nel 2009 stiamo attraversando l’era blu,questa sarà l’era nella quale perderà sempre più importanza il materialismo e il denaro e si andrà verso una sglobalizzazione antitesi al processo conosciuto fino adesso come globalizzazione.
La sglobalizzazione avrà la sua radice nel concetto di Patria,a differenza dell’unipolarismo precedente,la situazione avvertono i geopolitici sarà multipolare.
L’era blu non è l’era migliore,tutte le ere hanno un valore soggettivo e relativo a gruppi di persone categorie singoli individui,la psicopolitica non esprime giudizi di valore sulle ere,si limita solo a esaminarle.
L’era blu è sinonimo di austerità e sacrificio,rispetto e onore.
In quest’era attuale quando sarà essa portata a compimento ritornerà il senso della terra,l’amore verso le campagne e lo stile di vita contadino.Quest’era è stata inaugurata con l’avvento del governo Bush e il project for a new american century.
L’era in cui la destra compierà la sua missione metastorica e metapolitica,che ha le sue radici nelle leggi talmudiche contenute nella Bibbia.
Molti ebrei infatti hanno rigettato liberismo e comunismo e si sono aggrappati al conservatorismo compassionevole come lo chiama Bush.
E sarà un’era di compassione e comprensione,soprattutto per i popoli asiatici,in primis il Tibet.
Comunque va ricordato che un’era può non essere portata a compimento,e accavallarsi ad un’altra era creare cosi un mix psicopolitico e una nuova era che i posteri analizzeranno.
L’era blu è nata grazie anche alla nascita dello Stato di Israele e del sionismo.
Dall’era gialla del disordine nasce l’era dell’ordine universale.
Ma addentriamoci nella terapia psicopolitica,essa rileva che sono le tradizioni e i valori ciò che in futuro importerà maggiormente all’uomo,non come nell’era gialla l’era del relativismo.
Quindi chiede all’uomo di identificarsi in un personaggio storico,o in una nazione,per esempio tutti sappiamo che la Nord Corea è stata fino adesso uno stato eremita,isolato,se un’uomo vuole ispirarsi all’ideale eremitico e solitario di vita si identificherà con la storia della Nord Corea,e vivrà queste sensazione percettivo sensoriali.Tutto sommato noi rifiutiamo ogni potere dittatoriale,la psicopolitica non vuole agire sulla materia concretamente essa si basa sul fare tesoro della storia e su un’analisi storica psicologicamente revisionistica,ma crede nella democrazia e nei diritti umani.
L’era blu ha un valore di combattimento spirituale,è l’era in ...

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Last Post by: tenentecolombo (2/11/2009, 13:32)
 

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view post Posted on 31/10/2009, 13:28 by: tenentecolomboQuote
QUESTO E UN BLOG DI GEOPOLITICA,POLITICA E PSICOPOLITICA CHE SI ISPIRA A IDEE RADICALSOCIALISTE


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Last Post by: tenentecolombo (31/10/2009, 13:28)
 

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view post Posted on 30/10/2009, 12:21 by: tenentecolomboQuote
Enrico Caprara - Un elogio del Fannullone

da: arhttp://www.movimentozero.org/index.php?option=com_content&task=view&id=304

Il Potere ha sempre una buona arma quando vuole consolidarsi, quando è in difficoltà o quando necessita maggior consenso: trovare una categoria dei "responsabili". Un certo gruppo sociale, un certo tipo umano viene così additato – ecco i responsabili dei problemi, ecco chi sta di traverso alle solutive azioni dei Governanti! Può trattarsi volta per volta dell' islamico, del romeno, del fannullone.
Ultimamente, pare ce l' abbiano proprio con il "fannullone". I giornali del dinamismo borghese titolano di fannulloni ricercati, scovati, puniti e banditi dall' onorabilità.Ma come a volte succede, questi presi di mira sono proprio quelli che, invece, meriterebbero la medaglia.
Il nostro mondo è oramai un mondo di produzione ben oltre il necessario, oltre il sensato, oltre il limite. E' una situazione tale che potrebbe dirsi: – "Come fai, fai del male." Ogni agire dentro questo sistema provoca tali ricadute di negatività, che anche l' azione di intento più generoso, nobile, altruistico, se considerata complessivamente porrebbe degli scrupoli sulla sua opportunità. Certo, in termini assoluti, si può considerare che il vivere necessita venga prodotto il necessario alla vita, e chi rifugge quest' onere vada riprovato. L' attività lavorativa, sempre in una prospettiva assoluta, ha pure una valenza di realizzazione personale. La specifica contingenza dell' oggi, tuttavia, dice che tra il fannullone e il lavoratore intraprendente, la moralità sta tutta dalla parte del fannullone.
La nostra cultura è però marcata dal pregiudizio in ogni modo verso l' inattività. A ciò contribuisce fondamentalmente la religiosità ebraico-cristiana. Questa ci pone un Dio che, originariamente, sceglie di non permanere in quiete, si mette a creare il Mondo dal nulla e per puro impulso proprio, e con ciò stabilisce il valore dell' attività rispetto alla quiete.In altre religiosità e sapienze troviamo altri valori. Il Taoismo ha come fondamentale principio la non-iniziativa. Non c' è cosa – dice Lao-Tze – che non si aggiusti in conseguenza della pratica del non agire.
La prospettiva religiosa ebraico-cristiana, per altro, con la sua valorizzazione dell' intraprendenza, ben si accompagna all' ideologia di chi oggi domina socialmente, ovvero il tipo umano borghese, il produttore economico che ha spinto all' estremo certe proprie caratteristiche – attivismo, materialità, espansività... – ed ha voluto porle come virtù umane per eccellenza. Il risultato è di averci condotto nel baratro ambientale ed esistenziale.La speranza che potrebbe ancora aversi, io ce l' ho in un altro tipo umano. Un tipo umano che sappia fondare l' esistenza sull' autenticità e profondità spirituale. Un tipo umano che può ritrovarsi direi più facilmente tra i ...

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Last Post by: tenentecolombo (30/10/2009, 12:21)
 

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