IL" KAMIKAZE" DE NOANTRI Edoardo Buso Si chiama Massimo Tartaglia un nome che passerà alla storia di Italia tristemente soprattutto per lui stesso.Un tempo c’erano gli anarco -individualisti che si suicidavano come gesto di protesta, perché non si sottomettevano a nessuna autorità e non vivevano e morivano per nessun ideale non lottando per nessuna bandiera; ne parla Victor Serge un rivoluzionario menscevico nel suo famoso libro Memorie di un rivoluzionario. Ma l’attentato anche se questo termine è un po’ estremistico,oramai sembra lo si utilizzi per tutto;a Berlusconi è cosa diversa da una protesta contro tutte le regole e il potere. Quello che è successo a Berlusconi è stato premeditato molte ore prima,è stato frutto di mesi e mesi anni di odio contro la sua persona(lo dice uno che spesso non crede a teorie complottiste contro Berlusconi). Odio mediatico, lo stesso odio mediatico che vedemmo con Craxi all’uscita dell’Hotel Rapphael quando una folla inferocita lanciò delle monetine davanti ad un leader che ormai si avviava al suo crepuscolo. Certo che è un’operazione psicologica e sociologica capire come si può non vedere più una persona dietro un ruolo istituzionale tale da odiarla a tal punto quasi intimamente,magari senza averla conosciuta intimamente. Tutto poteva finire peggio,l’oggetto contundente lanciato a Berlusconi poteva colpirlo alla fronte e causarne un trauma irreversibile,(anche qui lo dice un antiberlusconiano che non sta montando la notizia).Purtroppo questo fatto ricorda i kamikaze islamici,come al comando di multimiliardari e magnati si fanno esplodere contro altri magnati imperialisti o la popolazione inerte.Non voglio togliere che i kamikaze abbiano le loro ragioni politiche,d’altronde l’odio chiama odio ed è soprattutto la freddezza della borghesia di fronte a problematiche sociali che innesca le rivoluzioni cosi come il disprezzo culturale degli stati avanzati verso gli stati meno avanzati provoca il terrorismo.Quello che vediamo con Berlusconi è una storia di odi e rancori che però non trovano una loro ragione logica e ideologica(a meno che non pensiamo ci sia ancora qualche sostenitore dello stalinismo che vede in Berlusconi il nemico della sua causa);ma una lotta tra potentati mass mediatici ed economici nei confronti dei quali il poveraccio che tira un sasso contro uno di questi potenti è solo la pedina di una scacchiera.Tutto parte da battaglie intestine tra grandi industriali che per i loro interessi sarebbero disposti a metterci di mezzo il popolo e il suo sangue. Sono gli stessi che poco dopo condannano il gesto.Ma quello che è certo è che qui non si tratta più della battaglia tra guelfi e ghibellini ma di battaglie tra miliardari mascalzoni e altri miliardari mascalzoni,di fronte a queste due alternativa provò pietà per Tartaglia non sa neanche lui che si è rovinato la vita per persone che gli fregano il pane a tavola:,e tra le due alternative io non mi immolo per nessuno scelgo ... |







